Grazie alle sue proprietà, l’acciaio è senza dubbio il materiale ingegneristico ed edilizio più importante al mondo. Il suo fascino risiede in una combinazione rara: è resistente ma malleabile, durevole ma economico, e il suo comportamento può essere regolato in un ampio intervallo modificando la composizione e il processo di lavorazione. Tra le proprietà più preziose dell’acciaio figurano l’eccellente formabilità e durata, una buona resistenza alla trazione e allo snervamento, nonché una buona conduttività termica, mentre nei tipi di acciaio inossidabile la proprietà distintiva è la resistenza alla corrosione.
Le proprietà dell’acciaio vengono solitamente raggruppate in alcune grandi categorie. Le proprietà meccaniche descrivono il modo in cui l’acciaio risponde alle forze applicate e comprendono resistenza, duttilità, durezza e tenacità. Le proprietà fisiche sono intrinseche al materiale e comprendono densità, conducibilità termica e modulo elastico. Le proprietà tecnologiche, quali la saldabilità, la lavorabilità e la formabilità, descrivono la facilità con cui l’acciaio può essere trasformato in un pezzo finito. Il presente testo si concentra sulle proprietà meccaniche e fisiche che più spesso determinano la scelta del materiale.
Quando si sceglie un materiale per una determinata applicazione, gli ingegneri devono avere la certezza che esso sia in grado di resistere alle condizioni di carico e alle sollecitazioni ambientali a cui sarà sottoposto durante l’uso. È quindi fondamentale comprendere e controllare chiaramente le proprietà di un materiale, poiché un acciaio con caratteristiche tecniche insufficienti può cedere durante l’uso, mentre uno con caratteristiche tecniche eccessive comporta costi e peso superflui.
Ciò che rende l’acciaio un materiale straordinario è la misura in cui le sue proprietà meccaniche possono essere modificate. La stessa composizione di base può risultare morbida e altamente deformabile in una condizione ed estremamente dura e resistente in un'altra, a seconda del processo di lavorazione e del trattamento termico applicato. Tali trattamenti agiscono alterando la microstruttura dell’acciaio, ovvero la disposizione e il tipo delle fasi interne quali ferrite, perlite, bainite e martensite. L'aumento del tenore di carbonio, ad esempio, aumenta la resistenza e la durezza ma riduce la duttilità e la saldabilità, mentre trattamenti termici quali ricottura, tempra e rinvenimento ridistribuiscono la microstruttura per favorire la tenacità o la durezza. Poiché queste variabili interagiscono tra loro, è necessario eseguire prove per confermare le proprietà finali dell’acciaio e verificare che soddisfi le norme pertinenti.
Test diversi mettono in evidenza proprietà meccaniche diverse e ciascuno di essi fornisce all’ingegnere informazioni specifiche sul comportamento di un determinato acciaio.
La prova di trazione valuta come l’acciaio risponde strutturalmente ai carichi applicati, con i risultati espressi sotto forma di curva sforzo-deformazione. Da quella singola curva si ricavano diverse proprietà fondamentali. Il tratto rettilineo iniziale rappresenta la deformazione elastica (recuperabile), e la sua pendenza corrisponde al modulo di Young, una misura della rigidità. Il punto in cui il materiale inizia a deformarsi in modo permanente corrisponde al limite di snervamento, il valore di progetto più comunemente utilizzato, poiché la maggior parte dei componenti non deve subire deformazioni plastiche durante l’uso. La sollecitazione massima che l’acciaio può sopportare è la sua resistenza alla trazione massima, mentre l’entità dell’allungamento prima della rottura, espressa come percentuale di allungamento, indica la sua duttilità.
Il rapporto tra sollecitazione e deformazione nella regione elastica, ovvero il modulo di Young, è una delle proprietà più distintive dell’acciaio. Per l’acciaio, esso rientra nell’intervallo compreso tra 190 e 210 GPa, circa tre volte il valore dell’alluminio. Questa elevata rigidità è uno dei motivi principali per cui l’acciaio viene scelto per le strutture in cui la deformazione deve essere limitata; inoltre, è degno di nota il fatto che tale valore vari molto poco tra i diversi tipi di acciaio, anche se la loro resistenza può variare enormemente.
La durezza misura la resistenza dell’acciaio alla deformazione superficiale localizzata e viene valutata premendo un penetratore duro sulla superficie e misurando l’impronta risultante. Le scale più comuni, Brinell, Rockwell e Vickers, utilizzano ciascuna un penetratore e un carico diversi; la durezza è spesso correlata in modo significativo alla resistenza alla trazione e alla resistenza all’usura, motivo per cui rappresenta un controllo di qualità rapido e diffuso.
La tenacità, al contrario, descrive l’energia che un acciaio può assorbire prima di fratturarsi, in particolare in caso di impatto improvviso. Viene comunemente misurata mediante prove di impatto, come la prova di Charpy. La tenacità è particolarmente importante perché molti acciai diventano fragili a basse temperature, un fenomeno noto come transizione da duttile a fragile. Comprendere questa transizione è fondamentale per le strutture che operano in ambienti freddi, dove un acciaio normalmente tenace potrebbe cedere improvvisamente.
Molti componenti non cedono a causa di un unico carico elevato, ma a causa di carichi ciclici ripetuti e di minore entità nel corso del tempo, un processo denominato “fatica”. L’acciaio si distingue per il fatto che molte delle sue qualità presentano un limite di fatica o di resistenza, ovvero una sollecitazione al di sotto della quale possono sopportare cicli di carico praticamente illimitati senza cedere. Questa proprietà è fondamentale per la progettazione di alberi rotanti, assi, molle e altri componenti soggetti a sollecitazioni cicliche continue.
Le proprietà fisiche dell'acciaio sono legate alle caratteristiche fisiche fondamentali del materiale, tra cui la densità, la conducibilità termica, il modulo elastico e il coefficiente di Poisson. A differenza delle proprietà meccaniche, queste sono in gran parte determinate dalla base di ferro e variano solo in misura modesta tra i diversi tipi di acciaio; ciò rende i valori tipici riportati di seguito punti di partenza affidabili per i calcoli di progettazione.
Gli intervalli più ampi relativi alla conducibilità termica e alla dilatazione termica riflettono l'influenza delle leghe: i tipi altamente legati, come gli acciai inossidabili austenitici, conducono il calore con minore facilità e si dilatano maggiormente rispetto agli acciai al carbonio semplici, il che comporta conseguenze pratiche per la saldatura, il trattamento termico e i componenti esposti a sbalzi di temperatura.
Mentre la resistenza e la rigidità sono i fattori determinanti nella scelta degli acciai da costruzione, la resistenza alla corrosione è la proprietà distintiva dei gradi di acciaio inossidabile. Tale resistenza deriva da un contenuto minimo di cromo pari a circa il 10,5%, che reagisce con l’ossigeno formando un sottile strato di ossido di cromo, aderente e in grado di autorigenerarsi, noto come film passivo. Se la superficie viene graffiata, questa pellicola si rigenera in presenza di ossigeno, consentendo all’acciaio inossidabile di proteggersi autonomamente per tutta la sua vita utile. L’aggiunta di elementi quali nichel e molibdeno migliora ulteriormente la resistenza in ambienti specifici; ecco perché gli acciai inossidabili vengono specificati per applicazioni che spaziano dalla lavorazione alimentare al settore navale e chimico.
Questo articolo tratta delle proprietà meccaniche e fisiche che determinano il comportamento dell’acciaio durante l’uso. Le altre guide della serie “Acciaio” illustrano da dove derivano tali proprietà e come vengono definite. La guida “Composizione dell’acciaio” spiega come gli elementi chimici presenti nell’acciaio ne determinino il potenziale in termini di proprietà, mentre la guida “Gradi di acciaio” mostra come i materiali vengano classificati nelle famiglie che si specificano e si acquistano. Le sezioni "Specifiche dell’acciaio" e "Norme sull’acciaio" trattano i documenti e i quadri normativi che stabiliscono i limiti relativi alle proprietà e alla composizione, mentre la sezione "Equivalenti dell’acciaio" spiega come si confrontano le proprietà quando si mettono a confronto qualità appartenenti a sistemi diversi. Insieme, queste sezioni collegano le prestazioni alla composizione, alla classificazione e alle norme che ne stanno alla base.
Le proprietà dell'acciaio vengono generalmente suddivise in proprietà meccaniche (quali resistenza, durezza, duttilità e tenacità), proprietà fisiche (quali densità, conducibilità termica e modulo elastico) e proprietà tecnologiche (quali saldabilità, lavorabilità e formabilità).
Il limite di snervamento è la sollecitazione alla quale l'acciaio inizia a deformarsi in modo permanente ed è il valore più comunemente utilizzato nella progettazione. La resistenza alla trazione massima è la sollecitazione massima che l'acciaio è in grado di sopportare prima di cedere. Una prova di trazione misura entrambi questi valori, oltre alla duttilità e alla rigidità.
Il modulo di Young riflette la rigidità del reticolo atomico del ferro, che non subisce variazioni significative a seguito di leghe o trattamenti termici. Si attesta costantemente tra 190 e 210 GPa praticamente per tutte le qualità di acciaio da costruzione. Ciò significa che il comportamento di deflessione sotto carico elastico è indipendente dalla qualità, il che semplifica notevolmente la progettazione strutturale.
Tali proprietà vengono controllate attraverso la composizione chimica, il processo di lavorazione e il trattamento termico, fattori che determinano la microstruttura finale. Ad esempio, l'aumento del tenore di carbonio accresce la resistenza e la durezza, ma riduce la duttilità, mentre i trattamenti termici quali la ricottura, la tempra e il rinvenimento regolano l'equilibrio tra durezza e tenacità.
L'acciaio inossidabile contiene almeno il 10,5% circa di cromo, che forma sulla superficie un sottile strato passivo di ossido di cromo in grado di autorigenerarsi. Questo strato protegge costantemente il metallo sottostante, mentre elementi quali il nichel e il molibdeno possono aumentarne la resistenza in ambienti più aggressivi.